LUIGI MOZNICH
Moznich Luigi nacque a Resia nel 1926 e iniziò il mestiere dell’arrotino seguendo il padre, Moznich Francesco. Tra il 1940 e il 1943 emigrò con lui tra la Toscana, in particolare Firenze e Arezzo, e l’Umbria, raggiungendo anche Perugia.
A causa della guerra, dal 1943 al 1945 rimase a Resia. Nel 1945, insieme a Lettig Domenico (FI), ripartì alla volta della Toscana. Il viaggio iniziò dalla Stazione di Carnia e proseguì fino a Sacile, da dove continuarono in bicicletta.
Lungo il percorso si fermavano presso le prime case che incontravano, chiedendo ospitalità e offrendo, in cambio, l’affilatura di forbici e coltelli. Per la notte trovavano riparo nelle stalle, affrontando così, tappa dopo tappa, il lungo tragitto fino a Firenze.
Una volta arrivati, Luigi e Domenico lavorarono insieme per un periodo, spingendosi anche fino a Perugia, in Umbria. In seguito tornarono a Firenze, dove le opportunità di lavoro erano maggiori.
Con il tempo le loro strade si divisero: Domenico si stabilì a Borgo San Lorenzo, nel Mugello, mentre Luigi trovò la propria sistemazione alle Caldine, in periferia, nel comune di Fiesole, dove rimase fino al 1966, anno della tragica alluvione di Firenze.
La sua vita si concluse prematuramente nel gennaio del 1967, in seguito a un infortunio sul lavoro che gli causò il tetano.
La sua storia racconta la vita di un arrotino resiano, fatta di viaggi, sacrifici e duro lavoro, seguendo un mestiere tramandato dal padre e portato avanti lontano dalla propria terra, alla ricerca di nuove opportunità.