LIVIO BRIDA

Livio Brida
Nato a Resia nel 1955
Casato Covac
Arrotino
Ho iniziato a fare l’arrotino a venticinque anni, in un periodo della mia vita in cui mi ero ritrovato senza lavoro. Erano gli anni Ottanta, tempi diversi da oggi: ci si arrangiava con quello che si aveva e soprattutto con le proprie mani.
Fu allora che iniziai a seguire i miei zii, Odorico e Lino Quaglia. Partivamo presto la mattina con la nostra attrezzatura e giravamo per la zona di Udine, spingendoci poi fino al Cadore. All’inizio il mio compito era quello di cercare utensili da arrotare e riconsegnarli; poi, poco alla volta, imparai anch’io ad affilare. Con il tempo iniziai a girare da solo, sempre in quelle zone che ormai conoscevo bene.
All’inizio usavamo il cavalletto costruito da mio zio Odorico: pratico e robusto, si richiudeva facilmente e trovava posto nel bagagliaio della macchina. Più avanti iniziammo a usare le mole collegate a un motore, che rendevano il lavoro più veloce e preciso. Però lo spirito del mestiere rimaneva lo stesso: pazienza, mano ferma e rispetto per gli attrezzi e per le persone.
Anche mio nonno, Italico Brida, aveva fatto l’arrotino. Frequentava soprattutto la zona di Tarcento. Pensandoci oggi, mi sembra di aver continuato una tradizione di famiglia, imparata osservando e lavorando accanto ai più anziani.
Ancora oggi, soprattutto nel tempo libero, mi piace affilare. Non è più un lavoro come allora, ma ogni volta che accendo la mola mi tornano alla mente quei viaggi, le strade del Friuli e del Cadore. È un ricordo che porto dentro con affetto, perché quel mestiere mi ha insegnato il valore della semplicità, della fatica e del contatto umano.