NON SOLO ARROTI MA ANCHE OMBRELLAI


Molti arrotini riparavano anche gli ombrelli rotti e mancanti di qualche bacchetta o con it manico lesionato.
In passato, infatti, l’indigenza diffusa faceva si che una famiglia potesse permettersi I’acquisto di un solo ombrello che i vari componenti del nucleo utilizzavano a turno, favorendo un’usura più rapida dell’oggetto.

Questo fatto, oltre all’antica mentalità di non buttare via nulla, giustificava la presenza di questo prezioso lavoratore il cui fascino resiste al passa re del tempo e all’obsolescenza.
Questi portava con se un’attrezzatura costituita da pinze di ferro, filo di ferro, stecche di ricambio, pezzi di stoffa, aghi, filo e spaghi di vario genere.
Il tutto contenuto in una cassetta di legno su I la quale l’uomo sedeva durante Ia sua attività ma non era ne semplice, ne breve. II messaggio di questo artigiano era: “tutto si ricicla, tutto e riparabile” e lo dimostrava armeggiando ogni giorno con la pinza sui pezzi metallici o sul manico dell’ombrello, aggiustando la tela o cambiandola totalmente.