Dal Bim “ossigeno” per i musei


Il Bacino imbrifero montano stanzia 275 mila euro per 52 realtà

TOLMEZZO. Il Bacino imbrifero montano del Tagliamento (Bim) tiene in vita la cultura della montagna regionale con 275 mila euro di fondi per il 2012 “vitali” per 52 realtà tra musei, esposizioni permanenti e Centri etnografici: molti sono in Carnia, Tarvisiano e Gemonese. Spicca su tutti il Museo carnico delle arti popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo, fra i più importanti musei etnografici a livello europeo: in virtù poi dello stretto rapporto di collaborazione in essere da lungo tempo con esso il Bim ha deliberato di concedere alla sua Fondazione 50 mila euro.
«In anni in cui la crisi ha sacrificato la cultura sull’altare del risparmio generale di molti enti – commenta il presidente del Bim, Domenico Romano – i nostri contributi rivestono un’importanza fondamentale per mantenere in vita strutture e realtà di indubbio valore, che da sole però non potrebbero reggere. Ancora una volta stiamo dando prova del ruolo strategico che il nostro consorzio riveste per lo sviluppo socio-economico della montagna».
Ottengono un contributo di 15 mila euro ciascuno il Museo Archeologico di Zuglio, il museo geologico di Ampezzo, il museo etnografico di Malborghetto, la Casa delle farfalle di Bordano, la Galleria d’arte moderna “Enrico De Cillia” di Treppo Carnico, il museo civico di Gemona, il Museo storico della Grande guerra di Timau, la Mostra della tradizione mineraria di Raibl, il museo Tiere Motus di Venzone e il Museo della gente della Val Resia. Ottengono invece 3 mila euro ciascuno il museo della Terra di Venzone, il museo paleontologico-naturalistico di Preone, il Centro etnografico e museo storiografico di Sauris, il museo etnografico di Forni Avoltri, il museo dell’orologeria di Pesariis, la Pinacoteca M. Davanzo di Ampezzo, il museo storico militare di Tarvisio, il museo dell’Arrotino di Resia, il museo Etnografico e storiografico di Sutrio, il Museo della miniera di Cludinico di Ovaro, il museo dell’ex Latteria Sociale di Resia, il museo del Territorio di Dogna, il museo Antiquarium di Moggio Udinese, l’Esposizione permanente della civiltà contadina di Lauco e il museo della Segheria Veneziana e Museo naturalistico
ed esposizione faunistica di Aplis di Ovaro, il museo della Pieve di Gorto di Ovaro, la mostra permanente del fossile di Arta Terme e il Museo della Grande Guerra in montagna di Chiusaforte.
Il Bim, nato nel 1956, raggruppa 49 Comuni tra l’Alto Friuli e la montagna pordenonese.
FONTE http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2012/06/16/news/dal-bim-ossigeno-per-i-musei-1.5275489?ref=search